Il recente Festival del Cinema di Venezia 2016 ha mostrato cosa accade quando si hanno le idee chiare su come usare le pubbliche relazioni per distruggere un concorrenza agguerritissima e spietata: Per chi fosse appena sbarcato da Marte spiego che una giovane donna, Giulia Salemi, si è presentata sul red carpet con un abito rosso fuoco vistosamente indossato senza mutande, i social sono impazziti, tutti ne hanno parlato, e alla fine alla ragazza è stata offerta la co-conduzione di un programma su Rai Uno con Giampaolo Morelli (…Coliandro, in TV).

Niente di nuovo sotto il sole,

nulla che chi sa come usare le pubbliche relazioni non si aspettasse.

Compresa l’ira funesta delle serie professioniste del mondo dello spettacolo lasciate a casa da anni e delle coetanee di Giulia Salemi, la ragazza mezza nuda di cui stiamo parlando, che forti di una laurea in materie umanistiche e anni di gavetta professionale in teatro o in TV Locali erano andate a Venezia Lido per trovare lavoro, come Giulia, e invece torneranno a controllare il telefono che non squilla mai.

Cos’è successo, quindi? Cosa hanno a che fare con le pubbliche relazioni Giulia Salemi e il suo abito rosso?

Qualcuno con una ottima conoscenza del suo mercato ha utilizzato il suo punto forte per attirare l’attenzione su di sè, forzare la mano ai mezzi di comunicazione, crearsi delle PR e essere la prima nella testa del suo cliente ideale.

Una strategia da manuale.

Il suo cliente ideale non è un produttore dalla libido facile, come qualcuno ha scritto, potrebbe pure essere una donna vetero femminista ma che come usare le pubbliche relazioni, e non è nemmeno un autore a corto di idee, perché una buona idea è anche il guizzo brillante di trovare la persona giusta per il ruolo giusto.

Le pubbliche relazioni richiedono sempre che tu sia in grado di intuire il ragionamento mentale nella testa del tuo cliente ideale quando cerca la soluzione al problema che tu ti offri di risolvere.

In questo caso c’era una persona che passeggiava su e giù per i viali di Venezia Lido proprio per cercare qualcuno che facesse tacere il borbottio nella sua testa, che diceva:

– “Mi serve una bella ragazza, una faccia nuova, per affiancare una new entry maschile, giovane e carina, dei programmi TV.
Però non una proprio nuova nuova che non la conosce nessuno e non mi funziona per richiamare pubblico ma una che non sia una delle solite però che sia abbastanza conosciuta da creare curiosità e che abbia una Storia che posso utilizzare per far parlare del programma” –

Giulia Salemi era la Più Bella?
• Era la più colta?
• Era la più fotogenica?
• Era la più spigliata?

No, probabilmente nulla di tutto questo: Era l’Unica Di Cui Si è Parlato.

La più adatta a risolvere quel problema, che non richiedeva di trovare la nuova Oriana Fallaci ma una semplice ragazza con certe caratteristiche.

Il marketing non è meritocrazia, è percezione.

Se tu in televisione fossi una sorta di animale mitologico per metà dirompente come la Carrà degli anni 70 e per l’altra metà più elegante di Pippo Baudo degli stessi anni e io ho un programma che parte a breve e a te non ti conosco e non sei tu la prima persona che mi viene in mente per il ruolo che cerco stai a casa e passa Giulia Salemi.

Riuscirà poi Giulia Salemi a emanciparsi dal ruolo di bèla gnocca e aspirare a posizioni migliori in TV? Vediamo.

La strategia giusta, quando funziona, è entrare con un prodotto di front end (nel caso di una attività commerciale una offerta super scontata, quasi gratis, talmente allettante da non poter essere rifiutata, nel caso di Giulia Salemi la notorietà di questi giorni) e poi, una volta acquisito il cliente (nel caso di Silvia, una volta scritturata per un programma), usare altre strategie per proporre e vendere prodotti ad alto margine.

Il – Caso Salemi – insegna altre due lezioni su come fare pubbliche relazioni e marketing

Giulia Salemi è stata criticata (oltre che per i motivi delle femministe…) perché ha copiato l’idea a Bela Hadid che già a Cannes aveva creato scalpore con un abito simile e presa in giro perché nelle foto spiccavano evidenti segni di ricrescita dei peli del pube su cosce non proprio snelle.  In termini di marketing questo è assolutamente ininfluente. Giulia ha avuto il lavoro, quindi tutto è stato ben fatto.

Se una cosa funziona è buona abbastanza. Se l’idea alla base della tua campagna pubblicitaria annuncio non è originalissima, o il testo del tuo annuncio contiene errori che n0n piacerebbero all’Accademia della Crusca, MA  genera clienti e ti fa aumentare il fatturato allora funziona. Se invece vieni lodato e vinci premi per il genio e la perfetta esecuzione dell’idea creativa della tua agenzia ma i clienti e i soldi non arrivano la campagna fa schifo e non serve a nulla.

Stessa cosa per le pubbliche relazioni.

L’abito incriminato è stato disegnato da tale stilista Matteo Manzini, meglio noto come il fashion blogger Matteo Evandro Guillermo Manzini. Forse i più informati lo sapevano già, e qualcuno lo avrà letto on line durante i giorni del rumore mediatico attorno alla faccenda, se ne è parlato molto.

E poi?

Adesso queste pubbliche relazioni si sono trasformati in collaborazioni commerciali, clienti e fatturato per Matteo Manzini? A Giulia hanno procurato un contratto, quindi sono state utili, ma a lui?

Non lo sappiamo, forse è presto per tirare le somme, ma l’impressione è che – la notizia – non fosse assolutamente legata al suo nome e al suo brand, che non abbia contribuito in alcun modo a definire il suo posizionamento rispetto alla concorrenza e assolutamente non gli abbia fatto occupare alcuna nicchia nella testa dei suoi potenziali clienti (“Lo Stilista Trasgressivo”?, “Lo Stilista che Veste le Star”?, “Lo Stilista del Nude Look”? …tutti posti già abbondantemente occupati).

Questo è quello che accade quando credi che “Basta Che Se Ne Parli” e le agenzie di PR ti rimettono fattura per essere riuscite a far apparire il tuo nome da qualche parte, senza che questo sia minimamente servito alla tua azienda in termini di fatturato o posizionamento.

“Eh, allora non ci vuol nulla…”, starai pensando.

Certo, come non ci vuol niente a creare un offerta qualunque scontando all’osso un prodotto per attirare un cliente e poi vendergli una portaerei…
Giulia Salemi temo non abbia organizzato tutto da sola, troppo tempestiva e ben misurata la cosa, troppo sospetta la grande copertura mediatica che ha avuto, probabilmente ha un agente che sa bene come muoversi col marketing.

Per una aspirante showgirl credere che basti camminare praticamente nuda sulla passerella del Festival di Cannes per essere notata e chiamata per recitare nel prossimo James Bond equivale a un imprenditore convinto che basti creare una offerta stracciata su Groupon per vedere poi strisciare le carte platino dei clienti…

Non è proprio così…

Se non vuoi restare davvero senza mutande arrangiandoti da solo, o copiando strategie da altri brand che nella tua situazione non servirebbero a niente e ti farebbero buttare via soldi ma vuoi capire davvero come fare pubbliche relazioni che, mattone dopo mattone, costruiscano il tuo brand distruggendo la concorrenza scrivimi.

Io posso aiutarti a utilizzare le pubbliche relazioni per creare il tuo brand e il marketing diretto per rendere le tue offerte efficaci e dirompenti come un raggio laser

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